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Nov
12
Ven
Giornata mondiale contro la Polmonite
Nov 12 giorno intero
il 12 novembre è la Giornata Mondiale contro la Polmonite (World Pneumonia Day), giorno in cui  l’UNICEF chiede un maggiore sforzo per debellare questa malattia, che potrebber essere prevenuta e curata con strumenti poco costosi.
La polmonite è la principale malattia killer dei bambini sotto i 5 anni, a livello mondiale. Miete il 18% delle circa 6,9 milioni di vittime infantili che ogni anno muoiono per malattie curabili e cause prevenibili. Ogni 25 secondi un bambino muore di polmonite: circa 3.400 decessi al giorno, 1,3 milioni l’anno.
fonte www.unicef.it
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Feb
12
Sab
Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato
Feb 12 giorno intero

Sono passati oltre 20 anni dal divieto imposto dall’Onu agli Stati di reclutare nei conflitti armati minori di 18 anni, elevando la soglia di età fissata in precedenza a 15 anni. E’ stata una battaglia lunga per arrivare nel 2000 ad un Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), che ha inibito l’arruolamento coercitivo negli eserciti regolari sotto i 18 anni; limite aggirabile se l’arruolamento è però volontario. Una vittoria di civiltà a metà e solo sulla carta.

La strada ancora lunga per tutelare i minori nei conflitti

Il Protocollo, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, è stato firmato ad oggi da 172 Paesi e ratificato da 153. In quella stessa data l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata contro l’uso dei bambini soldato. Lo scopo è di sensibilizzare l’intera comunità internazionale su uno spaccato drammatico che coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi e perfino bambini e bambine mandati a combattere, ad uccidere, a morire, ad essere vittime e carnefici in scenari di guerra, che resteranno per sempre impressi nella memoria di quanti, tra questi minori, sono e saranno sopravvissuti agli scontri armati e agli orrori dei fronti opposti, con conseguenze sovente irreversibili nella loro psiche.

In aumento la presenza di bambine e ragazze soldato

I bambini soldato continuano a fare la guerra massivamente in almeno 14 Stati – secondo gli ultimi dati dell’Onu su un fenomeno che resta in gran parte sommerso – arruolati nelle forze regolari o irregolari; si stima siano oggi oltre 250 mila, sovente utilizzati in contesti di annosi conflitti protratti in diversi Paesi africani, tra cui Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Libia, Somalia ma anche in Paesi asiatici, Afghanistan, Myanmar, Filippine e in aumento nella regione del Medio Oriente, Yemen, Siria, Iraq e poi in America Latina, in Colombia e in misura minore in altri aree del mondo. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite riporta un elenco di 56 gruppi armati e sette eserciti regolari, che reclutano o fanno uso di bambini in operazioni belliche. Da registrare anche l’incremento delle bambine e delle ragazze, spesso orfane dei genitori uccisi nei combattimenti, rapite o comunque costrette per sopravvivere a seguire le milizie.

fonte vaticannews.va

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Ott
11
Mar
Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze
Ott 11 giorno intero

Nel 2011 una risoluzione delle Nazioni Unite  stabilisce che il 11 ottobre di ogni anno sia la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, una giornata dedicata alla promozione dei diritti delle ragazze.

fonte www.unicef.org

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Nov
12
Sab
Giornata mondiale contro la Polmonite
Nov 12 giorno intero
il 12 novembre è la Giornata Mondiale contro la Polmonite (World Pneumonia Day), giorno in cui  l’UNICEF chiede un maggiore sforzo per debellare questa malattia, che potrebber essere prevenuta e curata con strumenti poco costosi.
La polmonite è la principale malattia killer dei bambini sotto i 5 anni, a livello mondiale. Miete il 18% delle circa 6,9 milioni di vittime infantili che ogni anno muoiono per malattie curabili e cause prevenibili. Ogni 25 secondi un bambino muore di polmonite: circa 3.400 decessi al giorno, 1,3 milioni l’anno.
fonte www.unicef.it
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Feb
12
Dom
Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato
Feb 12 giorno intero

Sono passati oltre 20 anni dal divieto imposto dall’Onu agli Stati di reclutare nei conflitti armati minori di 18 anni, elevando la soglia di età fissata in precedenza a 15 anni. E’ stata una battaglia lunga per arrivare nel 2000 ad un Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), che ha inibito l’arruolamento coercitivo negli eserciti regolari sotto i 18 anni; limite aggirabile se l’arruolamento è però volontario. Una vittoria di civiltà a metà e solo sulla carta.

La strada ancora lunga per tutelare i minori nei conflitti

Il Protocollo, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, è stato firmato ad oggi da 172 Paesi e ratificato da 153. In quella stessa data l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata contro l’uso dei bambini soldato. Lo scopo è di sensibilizzare l’intera comunità internazionale su uno spaccato drammatico che coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi e perfino bambini e bambine mandati a combattere, ad uccidere, a morire, ad essere vittime e carnefici in scenari di guerra, che resteranno per sempre impressi nella memoria di quanti, tra questi minori, sono e saranno sopravvissuti agli scontri armati e agli orrori dei fronti opposti, con conseguenze sovente irreversibili nella loro psiche.

In aumento la presenza di bambine e ragazze soldato

I bambini soldato continuano a fare la guerra massivamente in almeno 14 Stati – secondo gli ultimi dati dell’Onu su un fenomeno che resta in gran parte sommerso – arruolati nelle forze regolari o irregolari; si stima siano oggi oltre 250 mila, sovente utilizzati in contesti di annosi conflitti protratti in diversi Paesi africani, tra cui Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Libia, Somalia ma anche in Paesi asiatici, Afghanistan, Myanmar, Filippine e in aumento nella regione del Medio Oriente, Yemen, Siria, Iraq e poi in America Latina, in Colombia e in misura minore in altri aree del mondo. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite riporta un elenco di 56 gruppi armati e sette eserciti regolari, che reclutano o fanno uso di bambini in operazioni belliche. Da registrare anche l’incremento delle bambine e delle ragazze, spesso orfane dei genitori uccisi nei combattimenti, rapite o comunque costrette per sopravvivere a seguire le milizie.

fonte vaticannews.va

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Ott
11
Mer
Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze
Ott 11 giorno intero

Nel 2011 una risoluzione delle Nazioni Unite  stabilisce che il 11 ottobre di ogni anno sia la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, una giornata dedicata alla promozione dei diritti delle ragazze.

fonte www.unicef.org

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Nov
12
Dom
Giornata mondiale contro la Polmonite
Nov 12 giorno intero
il 12 novembre è la Giornata Mondiale contro la Polmonite (World Pneumonia Day), giorno in cui  l’UNICEF chiede un maggiore sforzo per debellare questa malattia, che potrebber essere prevenuta e curata con strumenti poco costosi.
La polmonite è la principale malattia killer dei bambini sotto i 5 anni, a livello mondiale. Miete il 18% delle circa 6,9 milioni di vittime infantili che ogni anno muoiono per malattie curabili e cause prevenibili. Ogni 25 secondi un bambino muore di polmonite: circa 3.400 decessi al giorno, 1,3 milioni l’anno.
fonte www.unicef.it
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Feb
12
Lun
Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato
Feb 12 giorno intero

Sono passati oltre 20 anni dal divieto imposto dall’Onu agli Stati di reclutare nei conflitti armati minori di 18 anni, elevando la soglia di età fissata in precedenza a 15 anni. E’ stata una battaglia lunga per arrivare nel 2000 ad un Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), che ha inibito l’arruolamento coercitivo negli eserciti regolari sotto i 18 anni; limite aggirabile se l’arruolamento è però volontario. Una vittoria di civiltà a metà e solo sulla carta.

La strada ancora lunga per tutelare i minori nei conflitti

Il Protocollo, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, è stato firmato ad oggi da 172 Paesi e ratificato da 153. In quella stessa data l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata contro l’uso dei bambini soldato. Lo scopo è di sensibilizzare l’intera comunità internazionale su uno spaccato drammatico che coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi e perfino bambini e bambine mandati a combattere, ad uccidere, a morire, ad essere vittime e carnefici in scenari di guerra, che resteranno per sempre impressi nella memoria di quanti, tra questi minori, sono e saranno sopravvissuti agli scontri armati e agli orrori dei fronti opposti, con conseguenze sovente irreversibili nella loro psiche.

In aumento la presenza di bambine e ragazze soldato

I bambini soldato continuano a fare la guerra massivamente in almeno 14 Stati – secondo gli ultimi dati dell’Onu su un fenomeno che resta in gran parte sommerso – arruolati nelle forze regolari o irregolari; si stima siano oggi oltre 250 mila, sovente utilizzati in contesti di annosi conflitti protratti in diversi Paesi africani, tra cui Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Libia, Somalia ma anche in Paesi asiatici, Afghanistan, Myanmar, Filippine e in aumento nella regione del Medio Oriente, Yemen, Siria, Iraq e poi in America Latina, in Colombia e in misura minore in altri aree del mondo. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite riporta un elenco di 56 gruppi armati e sette eserciti regolari, che reclutano o fanno uso di bambini in operazioni belliche. Da registrare anche l’incremento delle bambine e delle ragazze, spesso orfane dei genitori uccisi nei combattimenti, rapite o comunque costrette per sopravvivere a seguire le milizie.

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Ott
11
Ven
Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze
Ott 11 giorno intero

Nel 2011 una risoluzione delle Nazioni Unite  stabilisce che il 11 ottobre di ogni anno sia la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, una giornata dedicata alla promozione dei diritti delle ragazze.

fonte www.unicef.org

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12
Mar
Giornata mondiale contro la Polmonite
Nov 12 giorno intero
il 12 novembre è la Giornata Mondiale contro la Polmonite (World Pneumonia Day), giorno in cui  l’UNICEF chiede un maggiore sforzo per debellare questa malattia, che potrebber essere prevenuta e curata con strumenti poco costosi.
La polmonite è la principale malattia killer dei bambini sotto i 5 anni, a livello mondiale. Miete il 18% delle circa 6,9 milioni di vittime infantili che ogni anno muoiono per malattie curabili e cause prevenibili. Ogni 25 secondi un bambino muore di polmonite: circa 3.400 decessi al giorno, 1,3 milioni l’anno.
fonte www.unicef.it
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Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato
Feb 12 giorno intero

Sono passati oltre 20 anni dal divieto imposto dall’Onu agli Stati di reclutare nei conflitti armati minori di 18 anni, elevando la soglia di età fissata in precedenza a 15 anni. E’ stata una battaglia lunga per arrivare nel 2000 ad un Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), che ha inibito l’arruolamento coercitivo negli eserciti regolari sotto i 18 anni; limite aggirabile se l’arruolamento è però volontario. Una vittoria di civiltà a metà e solo sulla carta.

La strada ancora lunga per tutelare i minori nei conflitti

Il Protocollo, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, è stato firmato ad oggi da 172 Paesi e ratificato da 153. In quella stessa data l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata contro l’uso dei bambini soldato. Lo scopo è di sensibilizzare l’intera comunità internazionale su uno spaccato drammatico che coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi e perfino bambini e bambine mandati a combattere, ad uccidere, a morire, ad essere vittime e carnefici in scenari di guerra, che resteranno per sempre impressi nella memoria di quanti, tra questi minori, sono e saranno sopravvissuti agli scontri armati e agli orrori dei fronti opposti, con conseguenze sovente irreversibili nella loro psiche.

In aumento la presenza di bambine e ragazze soldato

I bambini soldato continuano a fare la guerra massivamente in almeno 14 Stati – secondo gli ultimi dati dell’Onu su un fenomeno che resta in gran parte sommerso – arruolati nelle forze regolari o irregolari; si stima siano oggi oltre 250 mila, sovente utilizzati in contesti di annosi conflitti protratti in diversi Paesi africani, tra cui Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Libia, Somalia ma anche in Paesi asiatici, Afghanistan, Myanmar, Filippine e in aumento nella regione del Medio Oriente, Yemen, Siria, Iraq e poi in America Latina, in Colombia e in misura minore in altri aree del mondo. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite riporta un elenco di 56 gruppi armati e sette eserciti regolari, che reclutano o fanno uso di bambini in operazioni belliche. Da registrare anche l’incremento delle bambine e delle ragazze, spesso orfane dei genitori uccisi nei combattimenti, rapite o comunque costrette per sopravvivere a seguire le milizie.

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Ott
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Sab
Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze
Ott 11 giorno intero

Nel 2011 una risoluzione delle Nazioni Unite  stabilisce che il 11 ottobre di ogni anno sia la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, una giornata dedicata alla promozione dei diritti delle ragazze.

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Mer
Giornata mondiale contro la Polmonite
Nov 12 giorno intero
il 12 novembre è la Giornata Mondiale contro la Polmonite (World Pneumonia Day), giorno in cui  l’UNICEF chiede un maggiore sforzo per debellare questa malattia, che potrebber essere prevenuta e curata con strumenti poco costosi.
La polmonite è la principale malattia killer dei bambini sotto i 5 anni, a livello mondiale. Miete il 18% delle circa 6,9 milioni di vittime infantili che ogni anno muoiono per malattie curabili e cause prevenibili. Ogni 25 secondi un bambino muore di polmonite: circa 3.400 decessi al giorno, 1,3 milioni l’anno.
fonte www.unicef.it
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Feb
12
Gio
Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato
Feb 12 giorno intero

Sono passati oltre 20 anni dal divieto imposto dall’Onu agli Stati di reclutare nei conflitti armati minori di 18 anni, elevando la soglia di età fissata in precedenza a 15 anni. E’ stata una battaglia lunga per arrivare nel 2000 ad un Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), che ha inibito l’arruolamento coercitivo negli eserciti regolari sotto i 18 anni; limite aggirabile se l’arruolamento è però volontario. Una vittoria di civiltà a metà e solo sulla carta.

La strada ancora lunga per tutelare i minori nei conflitti

Il Protocollo, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, è stato firmato ad oggi da 172 Paesi e ratificato da 153. In quella stessa data l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata contro l’uso dei bambini soldato. Lo scopo è di sensibilizzare l’intera comunità internazionale su uno spaccato drammatico che coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi e perfino bambini e bambine mandati a combattere, ad uccidere, a morire, ad essere vittime e carnefici in scenari di guerra, che resteranno per sempre impressi nella memoria di quanti, tra questi minori, sono e saranno sopravvissuti agli scontri armati e agli orrori dei fronti opposti, con conseguenze sovente irreversibili nella loro psiche.

In aumento la presenza di bambine e ragazze soldato

I bambini soldato continuano a fare la guerra massivamente in almeno 14 Stati – secondo gli ultimi dati dell’Onu su un fenomeno che resta in gran parte sommerso – arruolati nelle forze regolari o irregolari; si stima siano oggi oltre 250 mila, sovente utilizzati in contesti di annosi conflitti protratti in diversi Paesi africani, tra cui Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Libia, Somalia ma anche in Paesi asiatici, Afghanistan, Myanmar, Filippine e in aumento nella regione del Medio Oriente, Yemen, Siria, Iraq e poi in America Latina, in Colombia e in misura minore in altri aree del mondo. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite riporta un elenco di 56 gruppi armati e sette eserciti regolari, che reclutano o fanno uso di bambini in operazioni belliche. Da registrare anche l’incremento delle bambine e delle ragazze, spesso orfane dei genitori uccisi nei combattimenti, rapite o comunque costrette per sopravvivere a seguire le milizie.

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Dom
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Nel 2011 una risoluzione delle Nazioni Unite  stabilisce che il 11 ottobre di ogni anno sia la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, una giornata dedicata alla promozione dei diritti delle ragazze.

fonte www.unicef.org

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12
Ven
Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato
Feb 12 giorno intero

Sono passati oltre 20 anni dal divieto imposto dall’Onu agli Stati di reclutare nei conflitti armati minori di 18 anni, elevando la soglia di età fissata in precedenza a 15 anni. E’ stata una battaglia lunga per arrivare nel 2000 ad un Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), che ha inibito l’arruolamento coercitivo negli eserciti regolari sotto i 18 anni; limite aggirabile se l’arruolamento è però volontario. Una vittoria di civiltà a metà e solo sulla carta.

La strada ancora lunga per tutelare i minori nei conflitti

Il Protocollo, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, è stato firmato ad oggi da 172 Paesi e ratificato da 153. In quella stessa data l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata contro l’uso dei bambini soldato. Lo scopo è di sensibilizzare l’intera comunità internazionale su uno spaccato drammatico che coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi e perfino bambini e bambine mandati a combattere, ad uccidere, a morire, ad essere vittime e carnefici in scenari di guerra, che resteranno per sempre impressi nella memoria di quanti, tra questi minori, sono e saranno sopravvissuti agli scontri armati e agli orrori dei fronti opposti, con conseguenze sovente irreversibili nella loro psiche.

In aumento la presenza di bambine e ragazze soldato

I bambini soldato continuano a fare la guerra massivamente in almeno 14 Stati – secondo gli ultimi dati dell’Onu su un fenomeno che resta in gran parte sommerso – arruolati nelle forze regolari o irregolari; si stima siano oggi oltre 250 mila, sovente utilizzati in contesti di annosi conflitti protratti in diversi Paesi africani, tra cui Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Libia, Somalia ma anche in Paesi asiatici, Afghanistan, Myanmar, Filippine e in aumento nella regione del Medio Oriente, Yemen, Siria, Iraq e poi in America Latina, in Colombia e in misura minore in altri aree del mondo. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite riporta un elenco di 56 gruppi armati e sette eserciti regolari, che reclutano o fanno uso di bambini in operazioni belliche. Da registrare anche l’incremento delle bambine e delle ragazze, spesso orfane dei genitori uccisi nei combattimenti, rapite o comunque costrette per sopravvivere a seguire le milizie.

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Ott
11
Lun
Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze
Ott 11 giorno intero

Nel 2011 una risoluzione delle Nazioni Unite  stabilisce che il 11 ottobre di ogni anno sia la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, una giornata dedicata alla promozione dei diritti delle ragazze.

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Feb
12
Sab
Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato
Feb 12 giorno intero

Sono passati oltre 20 anni dal divieto imposto dall’Onu agli Stati di reclutare nei conflitti armati minori di 18 anni, elevando la soglia di età fissata in precedenza a 15 anni. E’ stata una battaglia lunga per arrivare nel 2000 ad un Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), che ha inibito l’arruolamento coercitivo negli eserciti regolari sotto i 18 anni; limite aggirabile se l’arruolamento è però volontario. Una vittoria di civiltà a metà e solo sulla carta.

La strada ancora lunga per tutelare i minori nei conflitti

Il Protocollo, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, è stato firmato ad oggi da 172 Paesi e ratificato da 153. In quella stessa data l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata contro l’uso dei bambini soldato. Lo scopo è di sensibilizzare l’intera comunità internazionale su uno spaccato drammatico che coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi e perfino bambini e bambine mandati a combattere, ad uccidere, a morire, ad essere vittime e carnefici in scenari di guerra, che resteranno per sempre impressi nella memoria di quanti, tra questi minori, sono e saranno sopravvissuti agli scontri armati e agli orrori dei fronti opposti, con conseguenze sovente irreversibili nella loro psiche.

In aumento la presenza di bambine e ragazze soldato

I bambini soldato continuano a fare la guerra massivamente in almeno 14 Stati – secondo gli ultimi dati dell’Onu su un fenomeno che resta in gran parte sommerso – arruolati nelle forze regolari o irregolari; si stima siano oggi oltre 250 mila, sovente utilizzati in contesti di annosi conflitti protratti in diversi Paesi africani, tra cui Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Libia, Somalia ma anche in Paesi asiatici, Afghanistan, Myanmar, Filippine e in aumento nella regione del Medio Oriente, Yemen, Siria, Iraq e poi in America Latina, in Colombia e in misura minore in altri aree del mondo. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite riporta un elenco di 56 gruppi armati e sette eserciti regolari, che reclutano o fanno uso di bambini in operazioni belliche. Da registrare anche l’incremento delle bambine e delle ragazze, spesso orfane dei genitori uccisi nei combattimenti, rapite o comunque costrette per sopravvivere a seguire le milizie.

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Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze
Ott 11 giorno intero

Nel 2011 una risoluzione delle Nazioni Unite  stabilisce che il 11 ottobre di ogni anno sia la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, una giornata dedicata alla promozione dei diritti delle ragazze.

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12
Lun
Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato
Feb 12 giorno intero

Sono passati oltre 20 anni dal divieto imposto dall’Onu agli Stati di reclutare nei conflitti armati minori di 18 anni, elevando la soglia di età fissata in precedenza a 15 anni. E’ stata una battaglia lunga per arrivare nel 2000 ad un Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), che ha inibito l’arruolamento coercitivo negli eserciti regolari sotto i 18 anni; limite aggirabile se l’arruolamento è però volontario. Una vittoria di civiltà a metà e solo sulla carta.

La strada ancora lunga per tutelare i minori nei conflitti

Il Protocollo, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, è stato firmato ad oggi da 172 Paesi e ratificato da 153. In quella stessa data l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata contro l’uso dei bambini soldato. Lo scopo è di sensibilizzare l’intera comunità internazionale su uno spaccato drammatico che coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi e perfino bambini e bambine mandati a combattere, ad uccidere, a morire, ad essere vittime e carnefici in scenari di guerra, che resteranno per sempre impressi nella memoria di quanti, tra questi minori, sono e saranno sopravvissuti agli scontri armati e agli orrori dei fronti opposti, con conseguenze sovente irreversibili nella loro psiche.

In aumento la presenza di bambine e ragazze soldato

I bambini soldato continuano a fare la guerra massivamente in almeno 14 Stati – secondo gli ultimi dati dell’Onu su un fenomeno che resta in gran parte sommerso – arruolati nelle forze regolari o irregolari; si stima siano oggi oltre 250 mila, sovente utilizzati in contesti di annosi conflitti protratti in diversi Paesi africani, tra cui Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Libia, Somalia ma anche in Paesi asiatici, Afghanistan, Myanmar, Filippine e in aumento nella regione del Medio Oriente, Yemen, Siria, Iraq e poi in America Latina, in Colombia e in misura minore in altri aree del mondo. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite riporta un elenco di 56 gruppi armati e sette eserciti regolari, che reclutano o fanno uso di bambini in operazioni belliche. Da registrare anche l’incremento delle bambine e delle ragazze, spesso orfane dei genitori uccisi nei combattimenti, rapite o comunque costrette per sopravvivere a seguire le milizie.

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Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato
Feb 12 giorno intero

Sono passati oltre 20 anni dal divieto imposto dall’Onu agli Stati di reclutare nei conflitti armati minori di 18 anni, elevando la soglia di età fissata in precedenza a 15 anni. E’ stata una battaglia lunga per arrivare nel 2000 ad un Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), che ha inibito l’arruolamento coercitivo negli eserciti regolari sotto i 18 anni; limite aggirabile se l’arruolamento è però volontario. Una vittoria di civiltà a metà e solo sulla carta.

La strada ancora lunga per tutelare i minori nei conflitti

Il Protocollo, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, è stato firmato ad oggi da 172 Paesi e ratificato da 153. In quella stessa data l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata contro l’uso dei bambini soldato. Lo scopo è di sensibilizzare l’intera comunità internazionale su uno spaccato drammatico che coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi e perfino bambini e bambine mandati a combattere, ad uccidere, a morire, ad essere vittime e carnefici in scenari di guerra, che resteranno per sempre impressi nella memoria di quanti, tra questi minori, sono e saranno sopravvissuti agli scontri armati e agli orrori dei fronti opposti, con conseguenze sovente irreversibili nella loro psiche.

In aumento la presenza di bambine e ragazze soldato

I bambini soldato continuano a fare la guerra massivamente in almeno 14 Stati – secondo gli ultimi dati dell’Onu su un fenomeno che resta in gran parte sommerso – arruolati nelle forze regolari o irregolari; si stima siano oggi oltre 250 mila, sovente utilizzati in contesti di annosi conflitti protratti in diversi Paesi africani, tra cui Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Libia, Somalia ma anche in Paesi asiatici, Afghanistan, Myanmar, Filippine e in aumento nella regione del Medio Oriente, Yemen, Siria, Iraq e poi in America Latina, in Colombia e in misura minore in altri aree del mondo. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite riporta un elenco di 56 gruppi armati e sette eserciti regolari, che reclutano o fanno uso di bambini in operazioni belliche. Da registrare anche l’incremento delle bambine e delle ragazze, spesso orfane dei genitori uccisi nei combattimenti, rapite o comunque costrette per sopravvivere a seguire le milizie.

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Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato
Feb 12 giorno intero

Sono passati oltre 20 anni dal divieto imposto dall’Onu agli Stati di reclutare nei conflitti armati minori di 18 anni, elevando la soglia di età fissata in precedenza a 15 anni. E’ stata una battaglia lunga per arrivare nel 2000 ad un Protocollo opzionale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), che ha inibito l’arruolamento coercitivo negli eserciti regolari sotto i 18 anni; limite aggirabile se l’arruolamento è però volontario. Una vittoria di civiltà a metà e solo sulla carta.

La strada ancora lunga per tutelare i minori nei conflitti

Il Protocollo, entrato in vigore il 12 febbraio 2002, è stato firmato ad oggi da 172 Paesi e ratificato da 153. In quella stessa data l’Assemblea delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata contro l’uso dei bambini soldato. Lo scopo è di sensibilizzare l’intera comunità internazionale su uno spaccato drammatico che coinvolge centinaia di migliaia di ragazzi e perfino bambini e bambine mandati a combattere, ad uccidere, a morire, ad essere vittime e carnefici in scenari di guerra, che resteranno per sempre impressi nella memoria di quanti, tra questi minori, sono e saranno sopravvissuti agli scontri armati e agli orrori dei fronti opposti, con conseguenze sovente irreversibili nella loro psiche.

In aumento la presenza di bambine e ragazze soldato

I bambini soldato continuano a fare la guerra massivamente in almeno 14 Stati – secondo gli ultimi dati dell’Onu su un fenomeno che resta in gran parte sommerso – arruolati nelle forze regolari o irregolari; si stima siano oggi oltre 250 mila, sovente utilizzati in contesti di annosi conflitti protratti in diversi Paesi africani, tra cui Sud Sudan, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana, Mali, Nigeria, Libia, Somalia ma anche in Paesi asiatici, Afghanistan, Myanmar, Filippine e in aumento nella regione del Medio Oriente, Yemen, Siria, Iraq e poi in America Latina, in Colombia e in misura minore in altri aree del mondo. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite riporta un elenco di 56 gruppi armati e sette eserciti regolari, che reclutano o fanno uso di bambini in operazioni belliche. Da registrare anche l’incremento delle bambine e delle ragazze, spesso orfane dei genitori uccisi nei combattimenti, rapite o comunque costrette per sopravvivere a seguire le milizie.

fonte vaticannews.va

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