Giornata mondiale del gatto

Quando:
8 Agosto 2021 giorno intero
2021-08-08T00:00:00+02:00
2021-08-09T00:00:00+02:00

Ogni 8 agosto si festeggia nel mondo la Giornata mondiale del gatto, ovvero l’International Cat Day, indetta nel 2002 dalla IFAW.

E’ una giornata importante per celebrare i nostri amici a quattro zampe e il loro carattere molto particolare, a volte affettuoso a volte scostante, che peró dona loro il loro grande fascino.

In Europa il La Giornata internazionale del gatto viene celebrata il 17 febbraio.

Si festeggia anche, ma il 17 novembre, la Giornata internazionale del gatto nero per combattere la superstizione legata a questi animali.

Il gatto

Il gatto domestico (Felis catus Linnaeus, 1758o Felis silvestris catus Linnaeus, 1758) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei felidi.

Si possono contare una cinquantina di razze differenti riconosciute con certificazioni. Essenzialmente territoriale e crepuscolare, il gatto è un predatore di piccoli animali, specialmente roditori. Per comunicare utilizza vari vocalizzi (più di sedici), le fusa, le posizioni del corpo e produce dei feromoni. Prevalentemente domestico, il gatto può essere addestrato ad accettare istruzioni semplici e può imparare da solo a manipolare svariati meccanismi, anche complessi, tra cui le maniglie delle porte o le chiusure delle gabbie.

Si può dedurre dagli esperimenti sui gatti domestici, che la loro memoria di lavoro per la permanenza degli oggetti (uno dei fattori essenziali dell’intelligenza) è di circa 16 ore.

Ulteriori ricerche hanno dimostrato che i gatti hanno consapevolezza degli oggetti non direttamente visibili, e un’intelligenza senso-motoria paragonabile a quella di un bambino di due anni. In condizioni sperimentali, la memoria di un gatto è stata dimostrata come avente la capacità di ritenere e richiamare informazioni fino a 10 anni.

Alcuni studi suggeriscono che i gatti possano sognare.

I Gatti nella storia

Gli egiziani dell’antichità hanno divinizzato i tratti del gatto nella dea protettrice Bastet, simbolo di fecondità e dell’amore materno. Il suo culto si situava principalmente nella città di Bubasti. Gli archeologi hanno scoperto numerose mummie di gatto che mostrano la venerazione degli egiziani per questo felino. Anche la sorella di Bastet, Sekhmet, era un felino (anche se una leonessa) e lei aveva come animale sacro il gatto.

Per molto tempo la Grecia antica conoscerà solo i mustelidi come cacciatori di roditori. I primi esemplari saranno venduti loro dai fenici, che li avevano rubati agli egiziani. Aristofane cita addirittura la presenza di un mercato dei gatti ad Atene che veniva chiamato ailouros (che muove la coda). Poi, a partire dal secondo secolo prima di Cristo, katoikidios (domestico).

I romani avevano una passione per i gatti: dapprima erano riservati alle classi agiate, poi l’uso di possedere un gatto si propagò in tutto l’impero e in tutti gli strati della popolazione, assicurando così la propagazione dell’animale in tutta l’Europa.

Medioevo e rinascimento

L’immagine del gatto nell’Islam è principalmente positiva, grazie all’affetto che portava loro Maometto, dopo essere stato salvato da un morso di serpente da una gatta soriana, Muezza, che poi venne adottata e amata dal Profeta. Per l’affetto e l’amore che nutriva nei confronti della sua gatta, secondo la leggenda, Maometto regalò ai felini la capacità di cadere sempre su quattro zampe, nonché la presunta facoltà di poter osservare contemporaneamente il mondo terreno e la dimensione ultraterrena. Nei Paesi di cultura araba, il gatto è solitamente l’unico animale al quale è permesso di passeggiare liberamente nelle moschee.

Al contrario, il gatto fu demonizzato in Europa durante la maggior parte del Medioevo, a causa dell’adorazione di cui era stato l’oggetto in passato da parte dei pagani. Nella simbologia medievale il gatto era associato alla sfortuna e al male, soprattutto quando era nero e anche all’essere sornioni e alla femminilità. Era considerato un animale del diavolo e delle streghe. Gli si attribuivano dei poteri soprannaturali, tra cui la facoltà di possedere nove (o sette per alcuni Paesi, tra cui l’Italia, in cui la religione lo considera un numero sacro) vite. Nella notte di San Giovanni, nelle piazze, venivano bruciati vivi centinaia di gatti rinchiusi in ceste assieme alle donne accusate di stregoneria. Le differenti epidemie di peste, dovute alla proliferazione dei ratti, potrebbero essere una conseguenza della diminuzione del numero dei gatti.

Nel Rinascimento il gatto venne rivalorizzato, soprattutto a causa dell’azione preventiva contro i roditori, divoratori dei raccolti.

Il cardinale Richelieu riservava ai gatti addirittura alcuni luminosi locali del suo appartamento e quando morì, nel 1642, lasciò nel testamento del denaro perché i suoi beniamini potessero continuare a vivere in dignità.

Periodo moderno e contemporaneo

Malgrado delle nobili eccezioni come i cistercensi o il persiano bianco di re Luigi XV di Francia, il gatto non conobbe un vero ritorno di immagine fino al Romanticismo. In questo periodo divenne l’animale romantico per eccellenza, misterioso e indipendente. Sempre nel XIX secolo, diventò il simbolo del movimento anarchico. Nel XX secolo, si è mantenuta questa visione romantica, con un interesse anche scientifico verso il gatto.

Vedi anche Wikipedia portale gatti

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